Italia in numeri

A cosa vanno le tue tasse

Miliardi di euro, a prezzi correnti. Seleziona una voce per approfondire.

Vecchiaia e superstitiPrincipalmente pensioni 359,6

359,6 miliardi di euro 32,4% della spesa totale

Pensioni di vecchiaia, anticipate e ai superstiti, ma anche assistenza e servizi agli anziani. Questa voce non coincide con il totale di tutte le pensioni: per esempio, quelle di invalidità rientrano nell’altra protezione sociale.

COFOG: GF1002 + GF1003Consulta la fonte

Sanità 146,1

146,1 miliardi di euro 13,2% della spesa totale

Ospedali, assistenza ambulatoriale, medicinali, prevenzione e ricerca sanitaria. È la spesa pubblica per la funzione sanità; non comprende la spesa sanitaria privata delle famiglie.

COFOG: GF07Consulta la fonte

Economia e trasporti 112,4

112,4 miliardi di euro 10,1% della spesa totale

La funzione «Affari economici»: trasporti e infrastrutture, agricoltura, energia, industria, attività commerciali, politiche del lavoro e ricerca collegata.

COFOG: GF04Consulta la fonte

Altra protezione sociale 108,6

108,6 miliardi di euro 9,8% della spesa totale

Malattia e invalidità, famiglia e figli, disoccupazione, sostegni per l’abitazione, esclusione sociale e altre prestazioni. Comprende le pensioni di invalidità. Esclude vecchiaia e superstiti, mostrati separatamente.

COFOG: GF10 − GF1002 − GF1003Consulta la fonte

Istruzione 89,2

89,2 miliardi di euro 8,0% della spesa totale

Scuole di ogni grado, università, servizi di supporto agli studenti, amministrazione e ricerca nel campo dell’istruzione.

COFOG: GF09Consulta la fonte

Interessi e spese sul debito 87,8

87,8 miliardi di euro 7,9% della spesa totale

Interessi sul debito pubblico e spese per la sottoscrizione e l’emissione dei prestiti. Non include il rimborso del capitale, né i costi amministrativi della gestione del debito, classificati nei servizi generali.

COFOG: GF0107Consulta la fonte

Altri servizi pubblici generali 82,6

82,6 miliardi di euro 7,4% della spesa totale

Organi legislativi ed esecutivi, amministrazione finanziaria e fiscale, affari esteri, aiuti internazionali, servizi generali e ricerca di base. Esclude la voce sul debito, mostrata separatamente.

COFOG: GF01 − GF0107Consulta la fonte

Ordine pubblico e sicurezza 39,1

39,1 miliardi di euro 3,5% della spesa totale

Forze di polizia, vigili del fuoco, tribunali, carceri e altri servizi per l’ordine pubblico e la sicurezza.

COFOG: GF03Consulta la fonte

Difesa 28,3

28,3 miliardi di euro 2,6% della spesa totale

Difesa militare e civile, aiuti militari all’estero e ricerca collegata. Il perimetro COFOG è diverso da quello utilizzato dalla NATO: i due valori non sono direttamente confrontabili.

COFOG: GF02Consulta la fonte

Protezione dell’ambiente 19,8

19,8 miliardi di euro 1,8% della spesa totale

Gestione dei rifiuti e delle acque reflue, riduzione dell’inquinamento, tutela della biodiversità e del paesaggio e ricerca ambientale.

COFOG: GF05Consulta la fonte

Cultura, sport e culto 18,8

18,8 miliardi di euro 1,7% della spesa totale

Attività ricreative e sportive, servizi culturali, radiotelevisione ed editoria, servizi religiosi e altri servizi per la comunità.

COFOG: GF08Consulta la fonte

Abitazioni e territorio 17,0

17,0 miliardi di euro 1,5% della spesa totale

Sviluppo delle abitazioni e del territorio, approvvigionamento idrico, illuminazione stradale e servizi connessi.

COFOG: GF06Consulta la fonte

Totale1.109,2mld €

Fonte: Eurostat, 2024 · Valori a prezzi correnti.

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Quanto spendiamo in pensioni

Spesa pubblica per pensioni di vecchiaia e superstiti, in percentuale del PIL. Confronto tra i paesi del G7. Metodo

% del PIL

Anno 2021

Italia
16,1%
Francia
13,6%
Germania
10,8%
Giappone
9,4%
Regno Unito
7,4%
Stati Uniti
7,1%
Canada
6,1%

Ultimo anno comune: 2021. Le linee si fermano all’ultimo dato disponibile; n.d. indica un dato non disponibile. Sono escluse le pensioni private e le prestazioni in natura.

Tutti gli anni e i paesi
Pensioni pubbliche di vecchiaia e superstiti · % del PIL. n.d. = dato non disponibile.
AnnoItaliaFranciaGermaniaGiapponeRegno UnitoStati UnitiCanada
19808,5%9,3%10,4%3,7%6,5%6,0%3,4%
19819,4%9,6%10,4%3,9%7,0%6,2%3,5%
19829,8%9,8%10,5%4,2%7,1%6,6%3,8%
198310,5%10,0%10,5%4,3%7,0%6,5%3,8%
198410,4%10,2%10,4%4,3%6,9%6,2%3,9%
198510,7%10,4%10,3%4,5%6,7%6,0%4,1%
198611,0%10,4%10,1%4,7%6,7%6,0%4,2%
198711,0%10,4%10,3%4,8%6,3%5,9%4,3%
198810,9%10,4%10,2%4,7%5,9%5,9%4,3%
198911,1%9,9%9,9%4,7%5,7%5,8%4,3%
199011,3%10,5%9,5%4,6%6,8%5,8%4,5%
199111,6%10,8%9,1%4,7%7,3%6,1%5,0%
199212,4%11,1%9,5%4,9%7,8%6,1%5,2%
199312,8%11,6%9,8%5,2%7,8%6,1%5,2%
199413,1%11,7%10,0%5,5%7,5%6,1%5,2%
199513,0%11,8%10,4%5,8%7,0%6,0%5,2%
199613,3%12,0%10,7%5,9%7,0%6,0%5,2%
199713,7%11,9%10,8%6,1%7,1%5,9%5,3%
199813,6%11,8%10,9%6,5%6,9%5,8%5,2%
199913,8%11,8%10,9%6,7%7,0%5,7%4,9%
200013,5%11,5%10,9%6,9%7,3%5,7%5,0%
200113,3%11,5%11,0%7,2%7,2%5,7%5,0%
200213,4%11,7%11,2%7,5%7,0%5,9%5,0%
200313,5%11,9%11,4%7,6%7,0%5,9%5,0%
200413,6%11,9%11,2%7,8%7,0%5,8%4,9%
200513,7%12,0%11,2%8,0%7,1%5,7%4,8%
200613,6%11,8%10,8%8,1%6,9%5,7%4,8%
200713,7%11,9%10,4%8,2%7,2%5,8%4,8%
200814,2%12,2%10,4%8,7%7,6%5,9%4,9%
200915,2%13,1%11,0%9,5%8,3%6,5%5,3%
201015,3%13,2%10,7%9,5%8,3%6,6%5,1%
201115,3%13,3%10,3%9,6%8,4%6,7%5,1%
201215,7%13,6%10,3%9,7%8,6%6,7%5,3%
201316,1%13,8%10,2%9,6%8,5%6,9%5,4%
201416,0%13,8%10,1%9,4%8,4%6,9%5,4%
201516,0%13,8%10,2%9,3%8,4%7,0%5,6%
201615,6%13,8%10,2%9,2%7,8%7,1%5,7%
201715,5%13,7%10,3%9,2%7,9%7,0%5,8%
201815,5%13,6%10,3%9,3%7,9%7,0%5,9%
201915,7%13,5%10,5%9,4%7,5%7,0%6,1%
202017,4%14,4%11,2%9,6%7,8%7,4%6,4%
202116,1%13,6%10,8%9,4%7,4%7,1%6,1%
2022n.d.13,4%n.d.9,2%7,1%7,1%5,9%
2023n.d.n.d.n.d.n.d.n.d.7,3%n.d.

Il potere d'acquisto del tuo stipendio

Salario medio annuo lordo, equivalente a tempo pieno. Metodo

2025

97,9 / 100

34.733 € lordi annui, a prezzi 2025

−2,1%

rispetto al 1990

Potere d’acquisto · indice 1990 = 100

Fonte: OCSE, 1990–2025 ↗ · Inflazione già corretta.

Scarica i dati
Tutti gli anni
Salario medio annuo lordo, equivalente a tempo pieno. Euro a prezzi 2025.
AnnoIndice realeDal 1990Euro reali
1990100,00,0%35.462 €
1991100,8+0,8%35.760 €
1992100,7+0,7%35.725 €
199399,2−0,8%35.175 €
199497,9−2,1%34.719 €
199595,8−4,2%33.959 €
199696,6−3,4%34.262 €
199799,3−0,7%35.210 €
199899,7−0,3%35.353 €
1999100,8+0,8%35.745 €
2000100,8+0,8%35.762 €
2001101,5+1,5%36.000 €
2002100,6+0,6%35.668 €
2003100,1+0,1%35.482 €
2004102,1+2,1%36.204 €
2005103,2+3,2%36.589 €
2006103,8+3,8%36.798 €
2007103,6+3,6%36.743 €
2008103,6+3,6%36.737 €
2009104,2+4,2%36.946 €
2010105,1+5,1%37.264 €
2011103,5+3,5%36.701 €
2012100,2+0,2%35.534 €
2013100,5+0,5%35.631 €
2014101,0+1,0%35.808 €
2015101,9+1,9%36.138 €
2016102,3+2,3%36.282 €
2017101,4+1,4%35.962 €
2018100,8+0,8%35.749 €
2019101,1+1,1%35.840 €
202096,2−3,8%34.112 €
2021101,1+1,1%35.837 €
202298,1−1,9%34.791 €
202395,9−4,1%34.003 €
202496,8−3,2%34.332 €
202597,9−2,1%34.733 €

Reddito medio per dipendente, inclusi i contributi del datore di lavoro. Metodo

2025

91,8 / 100

Indice del reddito reale per dipendente

−8,2%

rispetto al 1990

Potere d’acquisto · indice 1990 = 100

La serie dal 1960 include contributi a carico del datore: non equivale alla busta paga. I dati più lontani sono ricostruzioni storiche; le previsioni 2026–2027 sono escluse.

Tutti gli anni
Reddito medio per dipendente, inclusi i contributi del datore di lavoro. AMECO RWCDC, ribasato al 1990.
AnnoIndice realeDal 1990
196035,1−64,9%
196136,5−63,5%
196239,2−60,8%
196343,6−56,4%
196446,4−53,6%
196548,4−51,6%
196650,6−49,4%
196753,0−47,0%
196856,4−43,6%
196959,1−40,9%
197064,9−35,1%
197169,7−30,3%
197271,5−28,5%
197374,0−26,0%
197474,8−25,2%
197576,6−23,4%
197678,5−21,5%
197780,8−19,2%
197883,5−16,5%
197986,5−13,5%
198087,4−12,6%
198190,3−9,7%
198289,5−10,5%
198389,8−10,2%
198490,1−9,9%
198590,7−9,3%
198691,5−8,5%
198793,7−6,3%
198895,6−4,4%
198997,1−2,9%
1990100,00,0%
1991100,3+0,3%
1992100,3+0,3%
199398,8−1,2%
199497,7−2,3%
199596,0−4,0%
199698,2−1,8%
1997100,5+0,5%
199897,4−2,6%
199997,8−2,2%
200097,0−3,0%
200197,4−2,6%
200296,7−3,3%
200396,4−3,6%
200497,3−2,7%
200597,7−2,3%
200697,2−2,8%
200797,1−2,9%
200896,8−3,2%
200997,7−2,3%
201098,4−1,6%
201196,7−3,3%
201292,9−7,1%
201392,6−7,4%
201492,6−7,4%
201593,5−6,5%
201693,3−6,7%
201792,5−7,5%
201892,8−7,2%
201993,1−6,9%
202089,1−10,9%
202193,8−6,2%
202291,1−8,9%
202389,1−10,9%
202490,5−9,5%
202591,8−8,2%

Quanto contribuiscono le regioni al bilancio

Entrate − spese della PA · 2023

Saldo territoriale delle amministrazioni pubbliche, 2023 Verde: entrate superiori alle spese. Rosso: spese superiori alle entrate. Importi in miliardi di euro. I valori di tutte le regioni sono disponibili nella tabella sotto la mappa. Piemonte: saldo −1,4 miliardi di euro Valle d’Aosta: saldo +0,6 miliardi di euro Lombardia: saldo +52,5 miliardi di euro Trentino-Alto Adige / Südtirol: saldo −0,4 miliardi di euro Veneto: saldo +13,2 miliardi di euro Friuli-Venezia Giulia: saldo −2,4 miliardi di euro Liguria: saldo +1,2 miliardi di euro Emilia-Romagna: saldo +13,3 miliardi di euro Toscana: saldo +7,0 miliardi di euro Umbria: saldo +0,4 miliardi di euro Marche: saldo +0,6 miliardi di euro Lazio: saldo −9,9 miliardi di euro Abruzzo: saldo −1,5 miliardi di euro Molise: saldo −0,3 miliardi di euro Campania: saldo −9,3 miliardi di euro Puglia: saldo −8,2 miliardi di euro Basilicata: saldo −1,1 miliardi di euro Calabria: saldo −5,7 miliardi di euro Sicilia: saldo −17,5 miliardi di euro Sardegna: saldo −7,2 miliardi di euro
Più spesePiù entrate
−600+60 mld €

Il saldo dei flussi attribuiti al territorio non misura i trasferimenti tra regioni. Come leggerlo

Tutte le regioni
Pubblica Amministrazione, 2023 · miliardi di euro
RegioneEntrateSpeseSaldo
Abruzzo20,021,5−1,5
Basilicata7,68,8−1,1
Calabria21,827,5−5,7
Campania68,878,1−9,3
Emilia-Romagna101,888,5+13,3
Friuli-Venezia Giulia25,828,2−2,4
Lazio122,1132,0−9,9
Liguria31,630,4+1,2
Lombardia249,4196,9+52,5
Marche26,525,9+0,6
Molise4,75,0−0,3
Piemonte86,688,0−1,4
Puglia48,857,1−8,2
Sardegna21,929,1−7,2
Sicilia57,074,5−17,5
Toscana72,064,9+7,0
Trentino-Alto Adige / Südtirol27,728,1−0,4
Umbria15,114,8+0,4
Valle d’Aosta3,83,2+0,6
Veneto98,184,9+13,2

Fonti e metodo

Spesa nazionale: 2024, verifica del 27 ottobre 2026.
Pensioni G7: 1980–2023, ultimo anno comune 2021, verifica del 28 ottobre 2026.
Saldi territoriali: 2023, verifica del 27 ottobre 2026.
Salari: fino al 2025, verifica del 27 ottobre 2026.
Ultimi anni completi nelle rispettive fonti.

Come leggere il grafico

Il perimetro. Tutte le amministrazioni pubbliche italiane (settore S.13): amministrazioni centrali, locali ed enti di previdenza. Sono dati di spesa consolidata per competenza economica, non il solo bilancio dello Stato né una previsione di bilancio.

Perché 2024. È l’ultimo anno con un dettaglio completo per le voci utilizzate, disponibile nella fonte alla verifica del 27 ottobre 2026. Il dettaglio per funzione arriva dopo i dati aggregati. Questa pagina usa una copia verificata, non dati aggiornati in tempo reale.

Le categorie. La classificazione COFOG contiene dieci funzioni. Qui la protezione sociale è divisa in «Vecchiaia e superstiti» e «Altra protezione sociale»; i servizi generali in «Interessi e spese sul debito» e «Altri servizi pubblici generali». Le dodici voci si escludono a vicenda e ricompongono il totale. Le etichette sono abbreviate; in ogni voce trovi i codici originali.

Pensioni. Vecchiaia e superstiti (GF1002 + GF1003) comprendono soprattutto pensioni, ma anche altri servizi e prestazioni. Non sono il totale di tutte le pensioni: quelle di invalidità, per esempio, sono incluse nell’altra protezione sociale. Definizioni ONU, sezioni 10.2 e 10.3 ↗

Importi e percentuali. Valori nominali, a prezzi correnti, pubblicati in milioni di euro e qui convertiti in miliardi. Ogni quota è calcolata come importo della voce ÷ totale × 100. Le barre partono da zero; la scala si adatta all’unità selezionata. Gli arrotondamenti possono far differire la somma dei valori mostrati dal totale.

Il debito. Gli interessi e le spese di emissione sono spesa pubblica; il rimborso del capitale è un’operazione finanziaria e non fa parte di questo totale. Metodo Eurostat ↗

Verifica: 27 ottobre 2026. Aggiornamento del dataset Eurostat: 21 ottobre 2026. Questa data riguarda il dataset, non necessariamente ogni singola osservazione italiana.

Come confrontare la spesa pensionistica

Che cosa misuriamo. Spesa pubblica lorda per prestazioni monetarie di vecchiaia e superstiti, inclusi gli importi una tantum. Sono escluse le pensioni private, le prestazioni in natura e le pensioni di invalidità classificate in altre funzioni. È il perimetro OCSE SOCX: non coincide con la voce Eurostat «Vecchiaia e superstiti» del primo grafico. Pensions at a Glance, tabella 8.2 ↗

Perché in percentuale del PIL. Misura il peso della spesa sull’economia di ciascun paese, rendendo confrontabili economie e valute diverse. Non indica l’importo medio di una pensione né la quota del bilancio pubblico. Può aumentare anche se il PIL diminuisce, come nel 2020. Il diverso ricorso a pensioni private incide sul confronto della sola spesa pubblica.

Quali paesi. I sette membri del G7: Italia, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Canada. È un confronto tra grandi economie avanzate, non una classifica delle sette economie più grandi. Cina e India non sono presenti in questo dataset; non aggiungiamo serie con definizioni diverse.

Copertura. Italia: 1980–2021; Francia: 1980–2022; Germania: 1980–2021; Giappone: 1980–2022; Regno Unito: 1980–2022; Stati Uniti: 1980–2023; Canada: 1980–2022. Il 2021 è l’ultimo anno con dati per tutti e viene selezionato all’apertura. Le linee non proseguono oltre l’ultima osservazione di ciascun paese e si interrompono in caso di anni mancanti. n.d. non significa zero. Le serie storiche possono risentire di cambiamenti istituzionali e revisioni contabili.

Fonte e calcolo. Dataset DSD_SOCX_AGG@DF_PUB_OLD: frequenza annuale, fonte pubblica (ES10), prestazioni monetarie (C), vecchiaia e superstiti (TP01), percentuale del PIL (PT_B1GQ). Usiamo i rapporti pubblicati dall’OCSE senza conversioni di valuta o ribasamenti. Gli arrotondamenti sono solo visivi. Passa sul grafico o tocca un punto per leggere un anno alla volta; la tabella e il CSV riportano tutte le osservazioni.

Verifica: 28 ottobre 2026. Copia dei dati disponibili alla verifica, non un aggiornamento in tempo reale.

Come leggere la mappa

Il saldo territoriale. Entrate totali meno spese totali della Pubblica Amministrazione (PA) attribuite a ogni territorio dai CPT. Verde: entrate maggiori delle spese; rosso: spese maggiori delle entrate. La scala è lineare, simmetrica e centrata su zero; rappresenta importi assoluti, non valori per abitante.

Che cosa comprende. Sono flussi consolidati di cassa di tutte le amministrazioni pubbliche, non i soli bilanci delle Regioni. Le entrate comprendono tributi, contributi sociali e altri incassi; i totali includono anche interessi e operazioni finanziarie. Non rappresentano soltanto le tasse versate e i servizi ricevuti dai residenti.

Il limite del confronto. I CPT attribuiscono entrate e spese con criteri territoriali diversi. Il saldo qui calcolato non è un residuo fiscale corretto per i benefici dei servizi pubblici, né una misura dei trasferimenti tra regioni. Guida CPT, § 5.3, pp. 98–99 ↗

Dati e calcolo. Anno 2023, ultimo completo nei due file alla verifica del 27 ottobre 2026. Entrate: EN_PA_CEMACRO, voce E163; spese: SP_PA_CEMACRO, voce S445. I valori originali in milioni sono divisi per 1.000. Trento e Bolzano sono sommati per rappresentare il Trentino-Alto Adige / Südtirol. Gli arrotondamenti sono applicati solo alla visualizzazione.

Due statistiche distinte. La mappa CPT usa dati di cassa del 2023; il grafico Eurostat usa la competenza economica del 2024. I due perimetri contabili non coincidono e i totali non sono direttamente confrontabili.

Confini. Istat, confini regionali al 1° gennaio 2023, semplificati per la visualizzazione. CC BY 4.0 ↗.

Come leggere i salari reali

Il potere d’acquisto. Entrambe le serie sono già corrette per l’inflazione con il deflatore dei consumi privati. Le ribasiamo al 1990: valore reale dell’anno ÷ valore reale del 1990 × 100. Un indice di 98 indica il 2% in meno rispetto al 1990. Non applichiamo una seconda correzione per i prezzi.

Salari dal 1990 · OCSE. Media annua lorda dell’intera economia, prima di imposte e contributi del lavoratore, riportata a tempo pieno equivalente. Non è la mediana né il netto in busta paga. Gli euro mostrati sono tutti a prezzi 2025. Il 1990 è il primo anno italiano del dataset Average annual wages; l’ultimo è il 2025. La media può cambiare anche con la composizione degli occupati.

La serie dal 1960 · AMECO. Il reddito da lavoro per dipendente comprende anche i contributi sociali del datore. Usiamo RWCDC (deflatore dei consumi privati), non la variante deflazionata con il PIL. Questa misura differisce dal salario OCSE: le due linee non vengono concatenate. È una media per dipendente secondo la contabilità nazionale; non misura il salario orario o netto.

Quanto possiamo andare indietro. AMECO copre il 1960–2025 nell’edizione di primavera 2026, aggiornata il 3 giugno. Escludiamo le previsioni 2026–2027. Le parti più antiche sono raccordate da precedenti sistemi contabili e sono meno comparabili dei dati recenti. Esistono serie Istat anteriori, ma riguardano retribuzioni contrattuali o categorie specifiche: non le uniamo a questa media nazionale. Metadati AMECO, pp. 1–3 ↗ · Serie storiche Istat ↗

Scala e interazione. L’asse verticale si adatta alla serie ed è etichettato; la linea tratteggiata segna il livello del 1990. Passa sul grafico o tocca un punto per leggere ogni anno. Gli importi e gli indici sono arrotondati solo nella visualizzazione. Le statistiche possono essere riviste dalla fonte.

Verifica delle fonti: 27 ottobre 2026. I dati scaricati sono disponibili qui sotto.